RIPRENDE LA SCUOLA: IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO !

 

LA PRIMA CAMPANELLA, TRA SPERANZE E CERTEZZE


Parte della mia vita lavorativa - da sempre, anche se con modalità diverse - si svolge in una classe scolastica, uno dei luoghi più stimolanti e coinvolgenti in cui un essere umano possa mai mettere piede.

Dall'anno scolastico 2020-2021, in cui sono stato immesso in maniera permanente nei ruoli della Scuola Pubblica, presto servizio presso l'Istituto di Istruzione Superiore "Don Milani - Pertini" di Grottaglie, splendido centro del tarantino noto per l'arte della realizzazione delle ceramiche e tappa obbligatoria tra gli itinerari turistici pugliesi. L'istituto presenta diversi corsi di studio, tutti ben collegati al contesto sociale e produttivo del territorio; quello nel quale sono impegnato è il Tecnico Tecnologico Trasporti e Logistica in cui insegno Elettrotecnica, Elettronica e Automazione agli alunni del triennio.

Una scuola non si ferma e non chiude mai, checché ne dicano i soliti detrattori con il fegato roso da incomprensibile astio sociale, ma per chi si dedica all'insegnamento il ritorno in classe, tra i banchi occupati dai ragazzi, costituisce il momento più atteso dopo il periodo estivo.
A questo momento sono collegati sensazioni e stati d'animo diversi come la curiosità, l'affiorare di speranze e la ricerca di certezze. Come saranno gli alunni che si conoscono per la prima volta? Ben disposti verso l'attività didattica? Curiosi? E quelli lasciati a Giugno? Quelli più motivati avranno conservato lo spirito giusto? Quelli più bisognosi di stimoli avranno trovato le necessarie motivazioni? A questi e ad altri interrogativi troverò risposte con il passare del tempo.

Ma, come detto, la prima campanella dell'anno è anche motivo per vedere affiorare speranze e per ricercare certezze. Le speranze: la prima è quella di riuscire a vivere un anno scolastico sereno, che si distacchi nettamente dagli ultimi due entrambi fortemente imbevuti dei drammi della pandemia e dei tentativi di opporvisi, questi troppo spesso lasciati all'eroismo delle istituzioni scolastiche.
La seconda speranza è quella di essere sempre all'altezza del ruolo che rivesto: essere insegnanti, per me, non significa solo trasmettere contenuti e attivare competenze ma, principalmente, accendere interessi forti, valorizzare le individualità e armonizzarle nel gruppo-classe, diventare un punto di riferimento a cui i ragazzi sentano di potersi rivolgere con la consapevolezza di avere un interlocutore a cui importa di loro e che, indipendentemente dalle conseguenze, agisce solo per il loro bene.
E le certezze? Poche, ma ci sono: poter contare su colleghi che, a tutti i livelli, sono assai collaborativi e, con le ovvie individualità, amanti di questo lavoro; la consapevolezza di disporre di una massiccia dose di entusiasmo personale e di passione per gli argomenti trattati. Ma, soprattutto, la sicurezza che i ragazzi, con la freschezza tipica della giovane età, saranno sempre in grado di sorprendere, stimolare, offrire spunti su cui riflettere e migliorare.
E' questo ultimo aspetto che rende davvero unico il lavoro dell'insegnante.

Buon primo giorno di scuola !

             





















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